È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legislativo 99/2025, frutto della delega prevista dalla legge 70/2024, che definisce le nuove disposizioni per la prevenzione e il contrasto del bullismo e del cyberbullismo.


Il provvedimento, che entrerà in vigore il 16 luglio, introduce una serie di misure destinate a rafforzare gli strumenti di tutela, in particolare nei confronti dei minori, ma suscita anche perplessità da parte del mondo della scuola e delle organizzazioni sindacali.

Potenziato il servizio “Emergenza Infanzia 114”

Uno dei punti centrali della riforma è il rafforzamento del numero pubblico 114 “Emergenza Infanzia”, attivo ininterrottamente su tutto il territorio nazionale. Il servizio, oltre a fornire supporto psicologico, legale e pedagogico a vittime e familiari, sarà dotato di strumenti digitali come geolocalizzazione e messaggistica istantanea, attivabili nel rispetto della riservatezza e solo previo consenso dell’utente.

Monitoraggio e definizione dei fenomeni

Il decreto istituisce anche un sistema nazionale di rilevazione statistica biennale, affidato all’Istat. L’obiettivo è quello di mappare l’incidenza del bullismo e del cyberbullismo, soprattutto nelle scuole secondarie, identificando i soggetti più vulnerabili e i fattori di rischio. Il primo rapporto ufficiale è atteso entro la fine del 2026.

Famiglie e responsabilità legale

Un altro elemento rilevante riguarda il richiamo esplicito, nei contratti con i fornitori di servizi di comunicazione elettronica, all’articolo 2048 del Codice Civile, che sancisce la responsabilità dei genitori per gli atti illeciti commessi dai figli minorenni. Un passaggio che intende rafforzare la consapevolezza genitoriale sull’uso improprio della rete.

Campagne informative e ruolo della scuola

La Presidenza del Consiglio sarà incaricata di promuovere iniziative di sensibilizzazione sui rischi connessi all’ambiente digitale e sull’uso responsabile della tecnologia. Le scuole, da parte loro, dovranno diffondere la conoscenza del numero 114 tra gli studenti. Tuttavia, non si prevedono nuovi fondi per sostenere queste attività, in linea con la clausola di invarianza finanziaria che esclude costi aggiuntivi per le finanze pubbliche.

Le criticità sollevate: “Manca una visione educativa

Nonostante l’intento dichiarato di prevenzione, il decreto viene criticato per il suo impianto ritenuto eccessivamente sanzionatorio e privo di un’adeguata cornice educativa. La FLC CGIL, in una nota, evidenzia diverse lacune:

  • Assenza di educazione emotiva e affettiva: non è previsto alcun percorso formativo per sviluppare nei giovani la consapevolezza delle proprie emozioni o delle dinamiche relazionali, aspetti fondamentali nella prevenzione delle violenze tra pari.
  • Ruolo marginale delle famiglie: le famiglie vengono chiamate in causa solo come soggetti responsabili dei comportamenti dei figli, ma non sono coinvolte in un percorso di alleanza educativa con la scuola, né in processi di partecipazione attiva.
  • Privacy e tecnologie: l’uso di strumenti come la geolocalizzazione solleva interrogativi sul bilanciamento tra tutela della sicurezza e rispetto della libertà personale, in particolare quando si tratta di minori.
  • Mancanza di risorse: le scuole sono sollecitate ad attivare percorsi di prevenzione, ma il decreto non chiarisce con quali strumenti o fondi dovranno farlo, lasciando scoperta la parte attuativa della norma.

La richiesta di un confronto ampio e non ideologico

Il sindacato chiede quindi che si apra un dialogo concreto su un tema tanto delicato, che non può essere affrontato – si legge nel comunicato – con provvedimenti “frettolosi e privi di visione culturale”. Per affrontare in maniera strutturata i fenomeni di bullismo, secondo gli operatori del settore, serve un impegno condiviso tra istituzioni, scuole, famiglie e società civile, all’insegna della prevenzione, dell’ascolto e della formazione.

Il Decreto Legislativo 99 rappresenta un primo passo verso un quadro normativo più strutturato, ma rischia di rimanere un contenitore privo di strumenti reali se non accompagnato da politiche educative coerenti, risorse adeguate e una strategia a lungo termine.

Il testo del nuovo decreto su bullismo e cyberbullismo in Gazzetta Ufficiale

Qui il documento completo.